Piani di Artavaggio e Monte Sodadura

VALSASSINA (MOGGIO, LECCO) 23 DICEMBRE 2020

I Piani di Artavaggio sono una località montana nel territorio di Moggio (provincia di Lecco), posti tra i 1600 m e i 1900 m di altitudine. Sono raggiungibili in tutte le stagioni e si presentano come un’ ampia conca dove si trovano diversi rifugi. Il Monte Sodadura è una montagna raggiungibile dai Piani di Artavaggio; fa parte delle Prealpi Bergamasche ed è una delle più importanti vette della Val Taleggio; ha una caratteristica forma piramidale.

INDICAZIONI STRADALI da Lecco prendere la provinciale per Ballabio/Balisio fino a Maggio (direzione Valsassina); da Maggio proseguire per Moggio e seguire per la “Culmine di San Pietro”. Non ci sono dei veri e propri parcheggi; noi abbiamo parcheggiato lungo la strada, circa 1,5 km prima della Culmine di San Pietro (in prossimità della sbarra che segna l’ inizio del percorso per i Piani di Artavaggio).

CARATTERISTICHE il mio percorso di oggi è il seguente : partenza 1,5 km prima della Culmine di San Pietro – Piani di Artavaggio – cresta sud-ovest del Monte Sodadura – Monte Sodadura (60 m dalla vetta!) – cresta sud-ovest del Monte Sodadura – Piani di Artavaggio – arrivo 1,5 km prima della Culmine di San Pietro.

ALTITUDINE DI PARTENZA 1200 m (parcheggio) ALTITUDINE PIANI DI ARTAVAGGIO 1650 m ALTITUDINE MASSIMA 1950 m (60 m sotto la vetta del Monte Sodadura) DISLIVELLO 750 m (solo in salita e senza contare i saliscendi) DIFFICOLTA’ facile fino ai Piani di Artavaggio (media per la lunghezza) / difficile la salita al Monte Sodadura lungo la cresta sud-ovest (per la ripidità accentuata, la neve abbondante, la visibilità scarsissima) LUNGHEZZA DEL PERCORSO 21 km circa (tenete presente che i pedometri “perdono un po’” in salita e in discesa; io aggiungo il 10% circa al conteggio finale).

CONSIGLI come tutti i percorsi in montagna anche questo va affrontato con il giusto allenamento fisico e con la giusta attenzione. Questo percorso non presenta difficoltà fino ai Piani di Artavaggio (tenete però in considerazione la lunghezza!); il percorso lungo la cresta sud-ovest del Monte Sodadura è difficile per la ripidità accentuata, le condizioni della neve e la scarsissima visibilità dovuta ad un tempo in rapidissimo peggioramento (questi fattori ci hanno portato a fermarci 60 m sotto la vetta del Monte Sodadura e a tornare indietro).

E anche oggi ci regaliamo una salita in montagna! Potendo rimanere solo all’ interno dei confini della Lombardia, scegliamo un luogo che abbiamo raggiunto diversi anni fa, i Piani di Artavaggio, mettendo “in programma” anche la salita al Monte Sodadura. Parcheggiamo lungo la strada 1,5 km prima della “Culmine di San Pietro” (1200 m). Raggiungiamo l’ attacco del percorso, poco distante, e iniziamo a salire, infilando quasi subito le ciaspole. La strada è coperta dalla neve, ma è battuta bene, piuttosto ampia e la ripidità rimane sempre costante e mai troppo accentuata, il che porta il percorso ad essere piuttosto lungo! Comunque il panorama che ci accompagna è davvero bellissimo… anche se il tempo inizia già a peggiorare! Piccole pause per le fotografie e, dopo un lungo cammino, eccoci arrivati ai Piani di Artavaggio (1650 m), mentre anche la visibilità adesso comincia a scarseggiare. Pausa pranzo molto veloce… il freddo non permette altro e poi decidiamo (non senza qualche dubbio a causa delle condizioni del tempo) di salire al Monte Sodadura lungo la cresta sud-ovest (che parte subito dopo la chiesetta dei Piani di Artavaggio). La salita è da subito molto impegnativa per la ripidità, la neve abbondante, il percorso che presenta solo una debole traccia battuta dai “predecessori”… ma continuiamo! A metà salita la visibilità è già diminuita parecchio… ma continuiamo ancora un po’ ripromettendoci di valutare a mano a mano che saliamo. Poche foto per rimanere concentrati al massimo…. e anche perché la visibilità è sempre più compromessa da un tempo in rapidissimo peggioramento. Arriviamo a quota 1950 m…. ci guardiamo intorno, guardiamo in alto… solo il bianco della neve e del cielo, la nebbia e il debole colore offuscato della grossa roccia vicino a noi… scuotiamo il capo… non è il caso di continuare (anche perché è la prima volta che saliamo qui e non conosciamo il percorso). Quindi, anche se siamo a circa 60 m dalla vetta del Monte Sodadura (2010 m), torniamo indietro per non rischiare. La discesa non è semplice, ma con calma ed attenzione (e con la visibilità che a poco a poco aumenta) torniamo ai Piani di Artavaggio (1650 m), fermandoci prima ad una “spianata” che ci regala un panorama sui Piani di Artavaggio davvero stupendo! Mi giro, guardo in alto verso la cresta ripida e impegnativa… sono comunque soddisfatta di me stessa! Poi guardo verso la vetta del Monte Sodadura… sorrido… nel mio cuore è come se l’ avessi raggiunta. Scendiamo velocemente all’ inizio dei Piani di Artavaggio, mentre la luce accenna a diminuire. Ultime foto… ultimo saluto a questo bellissimo posto e poi giù (accelerando dove possibile) fino alla macchina, 1,5 km prima della “Culmine di San Pietro” (1200 m). Un’ altra giornata splendida (nonostante il tempo!) trascorsa tra le sempre bellissime montagne.

Qui di seguito potete trovare le foto di tutta la giornata. Ho diviso il percorso in 4 tappe in modo che le immagini e la descrizione possano risultare chiare e complete. Buona visione. (P.S. se volete, cliccate sulle miniature per aprire la slide ingrandita).

Prima tappa : salita verso i Piani di Artavaggio

Seconda tappa : Piani di Artavaggio

Terza tappa : Monte Sodadura (salita lungo la cresta sud-ovest fino a quota 1950 m) e discesa

Quarta tappa : panorama dei Piani di Artavaggio e inizio della discesa

Ed ecco qui i nostri selfie…

Non si può dominare la montagna… sarebbe impossibile anche solo pensare di riuscire a farlo. Ma durante la salita… ad ogni passo che mi porta su verso la vetta… io imparo a “dominare” me stessa… e questa è una delle tante importanti lezioni che la montagna mi regala ogni volta.